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Inizio del tempo di Quaresima, che vede i sacerdoti amministrare  le Ceneri. Appaiono puntuali le parole di Giovanni Paolo I nella sua prima Udienza generale (6 settembre ’78) che, seppure in altro tempo liturgico, richiamava questo antico e caro gesto di penitenza, suggerito in maniera quasi sommessa (non è precetto) dalla Chiesa al popolo cristiano.

«Davanti a Dio, la posizione giusta è quella di Abramo, che ha detto: “Sono soltanto polvere e cenere davanti a te, o Signore!”. Dobbiamo sentirci piccoli davanti a Dio. Quando io dico: Signore io credo; non mi vergogno di sentirmi come un bambino davanti alla mamma; si crede alla mamma; io credo al Signore, a quello che Egli mi ha rivelato. I comandamenti sono un po’ più difficili, qualche volta tanto difficili da osservare; ma Dio ce li ha dati non per capriccio, non per suo interesse, bensì unicamente per interesse nostro».

Quindi l’accenno all’umiltà, alla quale è dedicata l’Udienza e ricordata in special modo, anche fisicamente, attraverso la liturgia delle ceneri: «Mi limito a raccomandare una virtù, tanto cara al Signore: ha detto: imparate da me che sono mite e umile di cuore. Io rischio di dire uno sproposito, ma lo dico: il Signore tanto ama l’umiltà che, a volte, permette dei peccati gravi. Perché? perché quelli che li hanno commessi, questi peccati, dopo, pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi dei mezzi santi, dei mezzi angeli, quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose, dite: siamo servi inutili».

 

Luca Romano