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È notizia di cronaca la frana che si è abbattuta presso il santuario di Gallivaggio, che fortunatamente non ha provocato vittime.

Una frana attesa da tempo, da quando cioè sulla montagna che domina l’area del Comune di San Giacomo Filippo era stato notato un fronte instabile. Da allora la montagna è stata monitorata per prevederne per tempo il collasso.

Riportiamo parte del comunicato stampa delle autorità locali: “Quella di oggi è certamente una giornata che sarà ricordata nel tempo. Alle ore 16.34 dal versante di Gallivaggio si è staccata una quantità di materiale stimabile in oltre 5.000 metri cubi che è franata violentemente a valle”.

“I danni al Santuario della Madre della Misericordia, alle strutture limitrofe, alla strada statale ed al suo ponte, a seguito del primo possibile sopralluogo aereo, sono prossimi allo zero”.

La situazione continua a restare critica, certo, e tanti sono i disagi provocati, ma sembra che il peggio sia passato.

Se abbiamo riportato tale notizia di cronaca su questo sito è perché a quel santuario aggrappato alla montagna sono legati cari ricordi, che rimandano a don Giacomo Tantardini.

Questo luogo di preghiera gli fu infatti particolarmente caro. Come caro è rimasto ai tanti amici che l’hanno seguito nei suoi pellegrinaggi.

Un santuario nato da un’apparizione della Madonna avvenuta due giorni prima della scoperta dell’America, il 10 ottobre del 1492,

Vho e Lirone erano i nomi delle due ragazzine a cui è apparsa mentre raccoglievano castagne nel bosco.

Un fulgore improvviso, una bella signora: “Che fate giovinette mie?” La domanda cortese, piena di grazia, si potrebbe dire in modo più appropriato. “Siamo qui a raccogliere castagne”, risponde la più  grande, superando l’immediato timore.

“Ne avete trovate a sufficienza?” Riprende la signora con rinnovata cortesia. ”Ne abbiamo a sufficienza per grazia di Dio e della Beata Vergine”.

Solo allora si presenta: “Sono io la Vergine Maria”. Le due si mettono subito in ginocchio, a mani giunte, poi: “Nostra Signora, come mai siete venuta in un posto così selvaggio?”.

“Io vado in ogni luogo per la conversione dei peccatori”. Risponde Maria, con parole che confortano il cuore.

Alle ragazze dirà poi di riportare altre sue parole, che poi son semplici e chiare: chiede la conversione, la Madonna, e che si vada a messa nei giorni festivi.

Una cosa così semplice, quella di andare a messa la domenica e nei giorni comandati, che spesso sfugge a tanti dottori della Chiesa che pur pretendono di interpretare il Cielo. Una pratica da semplici fedeli, che è rimedio a tanti errori, orrori della vita.

Proprio l’essenzialità di questo invito ha reso caro questo luogo al cuore di don Giacomo. Lo ripeteva sempre nelle omelie delle messe qui celebrate. Sottolineando così la “facilità” della vita cristiana.

Né in queste messe mancava di indicare la grande pietra posta sotto l’altare, sulla quale,  in quel lontano giorno, si erano posati i piedi della Madre di Gesù.

Una pietra carezzata dal Paradiso, che invitava a toccare, perché la fede ha bisogno di cose da toccare e vedere, ricordava. Come l’invito di Gesù a Tommaso dopo la resurrezione, che conseguì la professione di fede più bella della Chiesa: “Mio Signore e mio Dio”.

Una pietra probabilmente caduta a valle da quella stessa montagna che ieri è collassata con crollo gentile, nonostante tutto. Perché nonostante le tante precauzioni, prese per tempo e certo con dovizia, nessuno poteva prevedere un impatto così poco devastante.

Come recita appunto il comunicato, quando accenna, con tacita gratitudine, a una “giornata che sarà ricordata nel tempo”.

Così è delle cose che fa il Signore. Restano e rimandano. Come quei passati pellegrinaggi che son rimasti nel cuore di tanti.

E come quella pietra chiara posta sotto l’altare, che ha conosciuto, nei secoli, tante mani protese a implorare la grazia che su di essa si è posata un tempo, leggiadra e pura, in tutto il suo fulgore.

Il mese di maggio è il mese dedicato alla Madonna. Ci sembrava un altro buon motivo per parlare di questo tema.

di Luca Romano

 

Ps. Rimandiamo al video del crollo. Tra i secondi 9-13 a qualcuno è sembrato che la polvere sul campanile vada a comporre l’immagine della Madonna sul campanile del santuario. Per vedere il filmato cliccare qui.