1 ottobre, la Chiesa fa memoria di santa Teresina di Gesù bambino. Tre cenni.

“Eccolo davvero il mistero della mia vocazione, della mia vita tutta intera e soprattutto il mistero dei privilegi di Gesù sulla mia anima… Lui non chiama quelli che ne sono degni, ma quelli che vuole Lui, come dice San Paolo: “Dio ha pietà di chi vuole Lui, e usa misericordia con chi vuole usare misericordia. Non è opera di chi vuole, né di chi corre, ma di Dio che usa misericordia”.

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Da una lettera a Maria Guérin

Mia cara piccola Maria,

Ringrazia molto il buon Dio per tutte le grazie che ti fa e non essere così ingrata da non riconoscerle! Mi hai fatto l’effetto di una contadinella che un re potente va a chiedere in sposa e che non osa accettare, col pretesto di non essere abbastanza ricca e istruita nelle abitudini della corte, senza riflettere che il suo regale fidanzato conosce la sua povertà e la sua debolezza molto meglio di quanto non la conosca lei stessa… Maria, se tu sei nulla, non bisogna dimenticare che Gesù è tutto, perciò occorre perdere il tuo piccolo niente nel suo infinito tutto e non pensare che a questo tutto, il solo amabile!… Bisogna non desiderare neppure di vedere il frutto raccolto dai tuoi sforzi: Gesù si compiace nel conservare per lui solo questi piccoli niente che lo consolano.

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Concludiamo con un aneddoto poco noto, che riguarda la devozione di Edith Piaf per Teresina. “Il passerotto”, soprannome della grande cantante francese, aveva conosciuto un’infanzia povera e travagliata. Nata da un cantante di strada e una contorsionista, è abbandonata alle cure della nonna paterna, che gestiva una casa di tolleranza a Bernay, in Normandia, nella quale è amata e accudita come una figlia da tutte le donne che la abitavano. Ma a sei anni ha una grave malattia agli occhi che le fa perdere la vista.

La nonna non si rassegna e, saputo che una bambina della stessa età di Édith aveva ricevuto il miracolo della guarigione pregando sulla tomba di una giovane carmelitana sepolta là vicino, decide di ricorrervi. Così un giorno (sembra il 15 agosto 1921) lei e le altre donne chiudono il bordello e vanno tutte in pellegrinaggio con la bambina a Lisieux, a 30 chilometri da Bernay.

Pregano insieme sulla tomba della piccola Teresa e mettono sugli occhi di Édith della terra raccolta lì da presso. Poi tornano a casa. Dopo pochi giorni Édith recupera la vista, dono del quale resterà grata tutta la vita, che fu piena e molto sofferta nonostante il successo che le guadagnò la sua meravigliosa voce.

Una vita accompagnata da una devozione dolce e affettuosa verso la “sua piccola Teresa”. Le testimonianze dicono che tornava tutti gli anni, da sola o accompagnata, a pregare a Lisieux, che avesse una piccola statura di Santa Teresina sul comodino e che prima di ogni suo concerto si facesse il segno di croce e dicesse: “Teresa, io canto per te”, “Thérèse, je chante pour toi!”.