“L’avvenimento del cristianesimo, l’avvenimento di Cristo nel mondo è una adorata semplificazione di tutto”. Così don Luigi Giussani in una delle sue più felici intuizioni.

Dove quell’adorata riecheggia, rimanda, all’adorazione  eucaristica, quando, in ginocchio davanti all’ostia consacrata, si guarda in preghiera, tutto attendendo dal Signore.

Vogliamo ricordare con questa frase la scomparsa del sacerdote ambrosiano, del quale oggi, Festa della Cattedra di san Pietro, ricorre l’anniversario della morte (2005).

La coincidenza con la Festa odierna fa riaffiorare alla memoria anche altro, altrettanto caro, di quanto don Giussani ha lasciato alla Chiesa, ovvero la sua spiegazione del passo del Vangelo in cui Gesù chiede l’amore di Pietro.

Non proprio una spiegazione, più uno sguardo nuovo a quella commovente scena avvenuta sulle rive sul lago di Tiberiade, che don Luigi ebbe a ripetere tante volte, in maniere diversa. Difficilmente si trova una lettura altrettanto commovente di quel brano del Vangelo.

Un altro regalo che il Signore volle affidare a don Luigi e, attraverso lui, alla Chiesa (cliccare qui una sua meditazione e cliccare qui per leggere una catechesi di don Giacomo Tantardini che la riprende).

Luca Romano