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Il Colosseo è forse il monumento più noto al mondo. Come è noto al mondo il significato che ha l’Anfiteatro Flavio, vero nome del monumentale edificio, per la Chiesa: il sangue dei martiri che vi è stato versato in sovrabbondanza lo rende infatti prezioso e caro. Tanto che qui il Papa vi celebra la passione di nostro Signore Gesù Cristo il Venerdì Santo.

Meno nota è la chiesetta che vi è stata eretta all’interno, incastonata in una delle tante volte che si aprono al piano terra: “Santa Maria della Pietà”.

La chiesa, eretta nel 1517, fu poi distrutta per esigenze archeologiche (nuovi scavi) e spostata in altro sito dell’Anfiteatro nell’800, .

Nulla di trascendentale dal punto di vista architettonico: la volte a botte, bianca, il bassorilievo in fondo che illustra la pietà della Madonna, poco più. E però il fatto che si celebri la messa della domenica (compresa la vespertina del sabato) in un luogo così caro alla memoria cristiana, la rende alquanto unica.

Date le dimensioni e la particolarità della sua ubicazione vi si accede con certa difficoltà, ma poco importa. In questi giorni la Chiesa ha celebrato la solennità degli apostoli Pietro e Paolo, seguita dalla festa dei protomartiri, molti dei quali sono stati uccisi presso questo piccolo edificio di culto.

 “O Roma felix quae duorum Principum es consecrata glorioso sanguine!”, recita l’inno (“O Roma felice, che sei stata consacrata dal sangue glorioso di questi due Principi!)”. Ma sul punto rimandiamo a un articolo del mensile 30Giorni, che illustra quel che successe allora con la delicatezza e il realismo che sono propri della fede cristiana (cliccare qui).

Luca Romano