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Il 19 marzo la Chiesa celebra in maniera solenne l’umile san Giuseppe, Riportiamo tre cenni sulla sua figura.

 

Don Luigi Luigi Giussani (Attrattiva Gesù, pp. 95-96)

“San Giuseppe è la più bella figura d’uomo concepibile e che il cristianesimo ha realizzato. San Giuseppe era un uomo come tutti gli altri, aveva il peccato originale come me […] San Giuseppe ha vissuto come tutti: non c’è una parola sua, non c’è niente, niente: più povera di così una figura non può essere”.

 

Don Giacomo Tantardini (L’umanità di Cristo è la nostra felicità)

“Nessun uomo ha voluto bene alla sua sposa come Giuseppe ha voluto bene a Maria. Perché era un amore che nasceva dalla felicità, non nasceva da una mancanza, come tante volte è il nostro povero affetto […] Nasceva da una pienezza di felicità: questo era l’amore di quell’uomo, di quel povero uomo di nome Giuseppe verso la più bella delle creature che era Maria. Sarebbe stato un di meno se non fosse stato verginale il loro rapporto. Sarebbe stato un di meno. Un di meno di piacere. Era umanamente impossibile non gioire in pienezza del paradiso presente”.

 

Paolo VI, dall’Omelia per la Solennità di San Giuseppe, mercoledì 19 marzo 1969

“San Giuseppe è il tipo del Vangelo, che Gesù, lasciata la piccola officina di Nazareth, e iniziata la sua missione di profeta e di maestro, annuncerà come programma per la redenzione dell’umanità; S. Giuseppe è il modello degli umili che il cristianesimo solleva a grandi destini; S. Giuseppe è la prova che per essere buoni e autentici seguaci di Cristo non occorrono ‘grandi cose'”,

 

Luca Romano

 

Nella foto: la statua di san Giuseppe a San Lorenzo fuori le Mura, dove don Giacomo celebrava la messa  vespertina del sabato. Fu lui a volere che Giuseppe fosse adornato del giglio.

Piccola attenzione, se si vuole, ma cara agli amici di don Giacono, che ricordano la sua commossa devozione per lo sposo di Maria.

Tanto che nel calendario delle messe e dei vari appuntamenti liturgici – un fogliettino che usava far distribuire come invito e promemoria – non mancava mai la preghiera a lui dedicata.

Preghiera che così, in modo facile e senza nemmeno accorgersi, ha accompagnato la vita di quanti hanno avuto cari quei piccoli calendari liturgici. Di seguito la preghiera.

 

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio insieme con quello della tua Santissima Sposa. Deh, per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità: e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché sul tuo esempio, e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.