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Oscilla ancora il rosario della statua del santuario della Madonna di Pompei. Quella posta in cima alla facciata dell’edificio. Oscilla come già aveva fatto il 15 aprile del mese scorso, in modo più che simpatico.

Oggi come allora, la gente in piazza è rimasta a guardare quel dondolio misterioso prima con meraviglia, poi con devozione, stante che, come allora, si sono messi a sgranare i loro più prosaici rosari, quelli pronti all’uso, riposti nelle tasche, e a pregare per la pace.

Allora la pace era in grave ed evidente pericolo, che c’erano i raid aerei sulla Siria che hanno rischiato di provocare uno scontro Russia-Occidente.

Oggi non c’è alcuna calamità palese all’orizzonte, anzi è avvenuto un evento che potrebbe preludere a una distensione internazionale: l’incontro tra il Consigliere per la Sicurezza nazionale Usa John Bolton e il Presidente russo Vladimir Putin, nel quale è stato deciso un prossimo incontro tra il presidente russo e quello americano.

Due eventi che in qualche modo si rimandano tra loro, come la guerra può rimandare alla pace.

Ma certo, non è possibile scrutare nel profondo i misteri del rosario, tanto che si “contemplano”, come si dice mentre si recita, cioè si guardano. A volte con commozione, quando il Signore la dona.

Ma al di là, probabile che oggi come allora, l’oscillazione sia dovuta allo sganciamento del cavo che assicura il rosario alla base della statua. Anche se certo, mentre allora lo sganciamento era parso giustificato dal logorio del tempo, stavolta c’è che il fermo era stato ripristinato solo lo scorso aprile.

Allora si era detto che il moto imprevisto della sacra corona era dovuto al vento. Che c’era o forse no; o forse non c’era in piazza ma in quota, all’altezza del tetto della basilica, sì. E oggi come allora non si capisce se il vento c’è o non c’è; o almeno non lo sappiamo noi che vediamo le cose di lontano. Ma forse a spiegare il tutto basta la forza di gravità.

Detto questo, anche allora i pompieri si erano dovuti inerpicare sulla facciata del santuario per mettere a posto le cose. Fermando quel dondolio che alcuni avevano osservato con certo fastidio, perché foriero di equivoci propri della pietà popolare, che poi è devozione.

Stavolta avranno messo perni e chiodi d’acciaio, perché quel rosario non torni all’usato, imprevisto, dondolio.

Vedremo se i perni terranno. A quanto pare quel rosario ha risorse inattese. Un piccolo mistero, come dolcemente misteriosi sono i misteri che il santo rosario propone agli occhi e al cuore dei fedeli.

Luca Romano