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Sono numerosissime le cittadine sparse per l’Italia e per l’Europa che dichiarano il possesso delle reliquie di san Vito: da Eboli a Praga, da Mazara del Vallo a Marigliano, più di cento fra chiese e santuari ospitano i resti mortali del giovane siciliano fatto uccidere “in odium fidei” da Diocleziano nel 303.

Secondo la tradizione, l’imperatore fece chiamare a corte il ragazzo – intorno al quale circolavano tanti racconti relativi a miracoli da lui compiuti – perché liberasse il figlio dalla possessione demoniaca.

Vito, accompagnato dalla nutrice Crescenzia e dal precettore Modesto, compì il desiderato prodigio. Ma Diocleziano mutò repentinamente la propria fiducia in violenta inimicizia, fece imprigionare i tre compagni e li condannò a morte.

Uno dei luoghi più suggestivi che ospitano le reliquie del santo e dei suoi due amici è proprio San Vito, una frazione di Polignano a Mare, il celebre borgo in provincia di Bari costruito su uno sperone di roccia strapiombante sull’Adriatico.

Il racconto tradizionale spiega come l’Abbazia di San Vito sia stata costruita all’inizio del IX secolo su indicazione della nobildonna Fiorenza, principessa salernitana di origini longobarde che il santo aveva miracolosamente salvato dall’annegamento nel fiume Sele, in Campania, nei pressi del quale egli aveva subito il martirio.

San Vito desiderava che le proprie spoglie, con quelle di Modesto e Crescenza, fossero traslate nel “castrum polymnianense”, “in loco qui dicitur marianus” (in un luogo chiamato “mariano”).

Fiorenza assecondò volentieri la richiesta, e ancora oggi, ogni 14 giugno, l’Abbazia di San Vito accoglie, durante una seguitissima processione popolare, le reliquie del santo provenienti dalla Chiesa Matrice della vicina Polignano.

Secondo le ricostruzioni storiche, l’Abbazia di San Vito – che, tra l’altro, conserva un centinaio di ex voto per grazie ricevute lasciate dai devoti del santo – fu probabilmente costruita nel X secolo da monaci basiliani, ai quali poi, nei secoli successivi, succedettero le rettorie di altri ordini religiosi. L’imponente struttura presenta un affascinante accostamento di stili, dal romanico al barocco.

(foto: ©Nerone l’imperatore, ©raffaele pontrandolfo)