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Per il mese di ottobre, mese che in cui la Chiesa onora la beata vergine Maria, ci è stato segnalato un breve brano di don Giacomo Tantardini. Lo riproponiamo così come ci è stato affidato.

Vorrei […] commentare brevemente un canto, che quando ero piccolo cantavamo tutte le volte che si faceva la comunione. Nel “preparamento” – così si diceva – alla santa comunione. L’ho riscoperto ultimamente, perché mi sembra così semplice e così bello: «Gesù caro vieni a me».

La gioia si può domandare, non si deve inventare. La gioia ha il Suo volto, ha la Sua presenza, ha la Sua carne, ha il Suo nome: «Gesù caro vieni a me». È una cosa dell’altro mondo poter dire «vieni» alla gioia per cui siamo fatti, come una mamma dice «vieni» al suo bambino, come la Madonna diceva «vieni» al suo Gesù quando lo chiamava, magari, per mangiare mentre lui stava giocando con i suoi amici piccoli davanti alla casa di Nazareth.

«Gesù caro vieni a me, il mio cuore unisci a te. È meschino questo cuore». Non si tratta di renderlo noi non meschino. Non si tratta di impegnarci a non renderlo tale: è un’altra cosa che non lo rende più meschino. «Deh ti degna entrarci tu a infiammarlo del tuo amore»: della tua presenza, del tuo volerci bene, del tuo volermi bene. Ad infiammarlo del tuo amore, «dolce, amabile Gesù».

Il preparamento alla comunione si concludeva con un altro piccolo canto, che è ancora più riassuntivo di tutto: «Monda tu l’alma mia, o Vergin pia». Purifica, rendi puro, non meschino, rendilo come quello del bambino, rendi puro il mio cuore, la mia anima.

«Monda tu l’alma mia, dammi Gesù». Come mi ha fatto compagnia in questi tempi questa semplice domanda alla Madonna: «Dammi Gesù». Come quando Giuseppe chiedeva di dargli Gesù quando era in braccio della Madonna e la Madonna glielo passava nelle sue braccia. Questo è il destino del cuore, di ogni cuore. A noi ciò che compie il desiderio del cuore è stato rivelato, è stato donato: è stato detto il Suo nome e donata la Sua presenza: «Dammi Gesù».

Quando il desiderio del cuore è per grazia questo, «dammi Gesù», allora può accadere, come dice san Paolo, che il Signore doni tutto il resto con Lui. Come comincia ad essermi chiaro questo, in questi ultimi anni. La vita ci viene data perché si domandi questa presenza: «Dammi Gesù».

Quando semplicemente si domanda, quando il sospiro del cuore, il desiderio sommo è questa presenza, allora può accadere che venga donato tutto quello che il Signore vuole donare. Allora (per usare una parola che mi ha colpito tanto di don Giussani, la settimana scorsa quando abbiamo pranzato insieme) «diventa palese la Sua vittoria». La sua vittoria diventa palese nel mondo quando si ripete semplicemente alla Madonna: «Dammi Gesù».

 

Nell’immagine, Madonna col bambino, Giovan Battista Salvi detto “Il Sassoferrato”.